domenica 21 giugno 2015

Ingegneria naturalistica?

L'intenzione era buona, ma forse é mancato il know-how?

La buona volontà non basta. Questo intervento é fallito. 
Si tratta del ripristino di un crollo del ciglio stradale con metodi che si rifanno alla ingegneria naturalistica, paiono "palificate". Ebbene si sono mosse, lo denota la grossa fessura a monte e ora il manufatto è pronto a scivolare giù al prossimo evento meteo di una certa importanza, per non parlare della vegetazione che o non è stata posata o non ha attecchito
Peccato anche perché  interventi approssimativi danneggiano l'immagine dell'ingegneria naturalistica in generale. Mi é già capitato che privati non ne vogliano sapere di ripristini di modeste frane con l'ingegneria naturalistica e che questi vengano respinti a priori; posso anche ipotizzare che probabilmente l'intervento qui illustrato, data la sua scarsa qualità, è probabilmente privo di progetto ed autorizzazioni, In effetti per piccoli interventi i costi professionali del geologo, del progettiste e delle indagini incidono sul budget. Qui però siamo su una strada aperta al pubblico, sebbene in un luogo remoto; nel caso si innescassero incidenti chi ha eseguito il lavoro sarebbe veramente mal messo. Per inciso siamo nei dintorni di Pinerolo quindi ci troviamo anche in zona sismica 3s.  La prossima volta che ci ripasso documenterò invece muri in cls rivestiti con pietra, con barbacani (sono i fori che danno sfogo alla pressione dell'acqua) posti ad altezza errata, muro in  cui l'acqua emerge da fessure che ormai si sono create...

domenica 26 aprile 2015

Enoteca geologica

La più interessante vetrina di enoteca da me mai vista in Italia. Complimenti a: Il sogno nel cassetto, Chieri a pochi minuti da Torino, dall'altra parte della Collina, quindi in un contesto di finestra anche sul Monferrato ed in una terra da vino per antonomasia. Da visitare a suo tempo e farci una chiaccherata.

Certamente uno dei più determinanti aspetti per la crescita della vite, è rappresentato dalla geologia del terreno e del suolo. La natura geologica del terreno e la sua storia hanno infatti contribuito a determinare l’attuale condizione del suolo, determinando o meno la presenza di acqua al suo interno e la disponibilità di elementi nutritivi per la vite. Il suolo rispecchia per natura e composizione le proprietà della roccia e dei sedimenti su cui si è formato, con un forte condizionamento dettato dalle caratteristiche della cosiddetta roccia madre da cui traggono origine rocce e litologie che se alluvionali o glaciali arrivano da tutt'altra zona rispetto al sito attuale. La struttura e forma dei suoli derivano dai processi sedimentari e dai fenomeni di alterazione chimico-fisica e pedogenesi che hanno agito i tempi brevissimi, i suoli vulcanici o lunghissimi, le centinaia di migliaia di anni di un suolo ferrettizzato tra i più comuni, senza andarsi a cercare casi particolari extra Italia. L'evoluzione geologica del territorio ha infine influenzato in maniera determinante la morfologia del paesaggio e il processo di che ha portato i coltivatori a configurare l’attuale esposizione dei vigneti migliori.

Anche in questo caso, come ad esempio nella geologia sismica dove una edificio risente danni e l'altro no, la geologia locale è un fattore così vario anche in zone ristrette, da influenzare in maniera decisa vigne limitrofe generando parte di quelli che i francesi chiamano "cru". Si producono dalle stesse uve vini che hanno quel quid in più nella struttura, negli aromi, nella mousse o nel colore.

  La natura del terreno sul quale è impiantato il vitigno, assume un’importanza fondamentale: il suolo, è in grado di influenzare notevolmente la qualità del vino. Per cui non è eccessivo per il riconoscimento di una certificazione D.O.C., che vi si presenti una relazione geologica. Come non lo è che nell'impianto di una nuovo vigneto non vi sia nella relazione geologica che giustifica il cambiamento dell'uso del suolo e le sue conseguenze che vengano altresì evidenziate le conseguenze della geologia sul vino.

Una prova penetrometrica eseguita ed interpretata lungo i filari evidenzierà dall’alto verso il basso, la seguente stratigrafia (che potrà essere sviluppata da un pozzetto esplorativo):
a) suolo
b) interfaccia alterata
c) roccia madre
d) substrato profondo
Un ruolo primario viene sicuramente svolto dalla “roccia madre”, in quanto è questa che fornisce il materiale primario per la formazione del suolo che può essere sottile e delicato o potente ma anche il substrato profondo se diverso dalla roccia madre ci mette del suo.

Il geologo può mappare queste differenze e permettere ai tecnici del settore di valorizzare i vigneti. A volte scrive guide in cui si abbina la geologia al vino e secondo me la migliore, quella che mi ha fatto conoscere le possibilità di connubio concrete tra geologia e vino è senz'altro TERROIRS ET VINS DE FRANCE. Itinéraires oenologiques et géologiques, testo coordinato dal professor Charles Pomerol, 1984. Che in Francia fece conoscere la geologia del vino al grande pubblico, dove a tutt'oggi studi minuziosissimi delineano la geologia del vino anche agli addetti ai lavori tramite il servizio geologico francese (BRGM). In Italia abbiamo la piccola collana Geologia dei vini italiani, M. B. Cita, ed altri, 2002 ottimi referenti ma forse per i mezzi messi loro a disposizione tra i due libri citati c'è un abisso a mio parere per cui spazi di miglioramento esistono a livello locale.

martedì 21 aprile 2015

Terre & Rocce da scavo

Il documento di trasporto, delle terre, deve essere trasmesso ad inizio giornata, come un cronoprogramma sintetico alla autorità competente.
Lo disse una nota del ministero dell'ambiente resa ora pubblica da Casaclima:
http://www.casaeclima.com/ar_22359__terre-rocce-scavo-nota-minambiente-comunicazione-documento-trasporto.html

Si tratta di una sensibile riduzione degli impegni della filiera terre e rocce da scavo e mette al riparo da inutili sanzioni.

Spesso capita che il geologo debba occuparsi di raccogliere e formulare tali indirizzi e raccomandazioni per concretizzarli.

Massimo Trossero
Iscrizione 294 presso Ordine dei Geologi del Piemonte.
http://www.geologipiemonte.it/albo/scheda/194

mercoledì 15 aprile 2015

Richiedi un sopralluogo ed un preventivo

Da oggi Preventivalo.it
Vedi il nostro profilo in Preventivalo.it
Massimo Trossero è un geologo professionista iscritto all'Albo professionale dell'Ordine Regionale dei Geologi del Piemonte.
http://www.geologipiemonte.it/albo/scheda/194
www.geologipiemonte.it

sabato 7 giugno 2014

Disaggregazione dei dati di magnitudo Ml ai fini dello studio di liquefazione.

Lo sapevi che l'utilizzo della disaggregazione dei dati di magnitudo sismica per valutare la risposta sismica locale e la suscettibilità di un sito, fino a poco tempo fa, induceva a sottostimare il pericolo potenziale?
A questo link:  www.geoforum.it  troverai una discussione a cui ho partecipato anche io.
Se vuoi essere aggiornato sulle considerazioni attuali trovi che si parla di ciò anche a quest'altro link: www.geoforum.it Magnitudo ai fini disaggregazione

Massimo Trossero, geologo a Torino e dintorni.

venerdì 16 maggio 2014

Parole Sante! Geologo e sua RESPONSABILITA'

In una discussione dal titolo un po' astruso, di cui riporto il link a fondo pagina, un collega campano scrive queste sacrosante parole che dedico a tutti i colleghi che si ritrovano senza lavoro per merito di altri che squalificano in modo avvilente la nostra bella professione, per la poca stima che hanno in quel che fanno.

"...alla fine questi lavori li fanno sempre gli stessi che al contempo vengono etichettati come quelli buoni a fare solo il classico pezzo di carta utile al deposito al Genio Civile. Nulla di personale collega la mia è solo una considerazione su certi incarichi che tutti dovrebbero non fare e per i seguenti motivi:
1) Il lavoro è (fatto) quasi gratis, ma la responsabilità del geologo assolutamente no;

2) Con una prova penetrometrica non puoi assolutamente caratterizzare un area di sedime di un muro a meno che la lunghezza non sia inferiore a 10 metri, potresti avere due profili geotecnici totalmente differenti agli estremi
3) Il DL030 (penetrometro leggero DPM o DPML) non è riconosciuto come strumento geotecnico tanto è vero che non te lo possono certificare.
Da queste parti 
(in tutta Italia direi) così si lavora?  Certo, ma perché i notai non lavorano così eppure rilasciano solo un pezzo un carta, forse perché loro si definiscono professionisti? O forse perché sanno che con 10 lavori annui a 300 euro non si campa?
Aggiungendo ripeto che il rapporto medio compenso/responsabilità professionale è almeno 300 euro / 30.000. euro in caso di richiesta danni.

Chiudo la polemica che ripeto non è nei tuoi confronti consigliandoti:
1) Limitati agli aspetti geologici e dai solo indicazione di massima sui parametri geotecnici:
2) Scrivi nella relazione che: "le indagini che hai eseguito sono sufficienti per ricostruire il modello geologico, ma per il modello geotecnico e quello sismico sarà il progettista/strutturista a decidere se le fasi d'indagini possono ritenersi concluse così come indicato nel cap. 6 delle NTC 2008" "


tratto da u post di Ferry:
 link a geoforum

domenica 9 dicembre 2012

contatti

Massimo Trossero, geologo.
Mi occupo prevalentemente di geologia e geotecnica applicata alle costruzioni.
Geologia e sismica ( microzonazione ) applicata agli strumenti urbanistici.
Prove geotecniche penetrometriche in sito DPSH, CPT, DPML DPM che seguo personalmente, con ormai notevole esperienza avendo iniziato ad eseguirle nel 1996 con Penetrometro Pagani.
Da lungo tempo mi capita di lavorare, in ambito di scambio di competenze, con alcuni colleghi geologi e, posso assicurare, non si è mai verificata alcuna interferenza avendo io mantenuta sempre la massima discrezione e collaborando alla riuscita del compito assegnato, considero questo, un valore aggiunto, difficilmente riscontrabile nella pratica professionale odierna.
Le prove sono completate spesso con la posa di un piccolo piezometro per la misura della falda acquifera; con le prove è possibile avere una misura HVSR compresa nel prezzo.

Vs30 - Categoria di sottosuolo NTC EC8 Microzonazione Simica
Misure sismiche HVSR dal 2010 con Tromino Micromed.
Misure sismiche MASW - REMI - ESAC dal 2014 con Soilspy Rosina 24 bit
Terre & Rocce da scavo, seguo il cliente anche preliminarmente organizzando un AUDIT AMBIENTALE che metta in evidenza i problemi di inquinamento delle terre in sito
Opero generalmente in Piemonte e zone limitrofe.

Contatti: massimo.trossero@geologipiemonte.it
cell 3384878695
fax 24/24h  02700431771