venerdì 14 giugno 2024

palificata morta.... palificata viva

Il cuore di un intervento di ingegneria naturalistica efficace nel tempo, è la presenza di talee di specie idonee inserite nella struttura in numero tale, tale da rinforzare la parete anche quando il legname morto utilizzato per realizzarla si degraderà. Purtroppo molto spesso si vedono in giro belle opere in legno morto, senza alcuna talea viva.


Palificata assai degradata e al limite del collasso dopo meno di 15 anni , senza inserimento di talee compensative della stabilità.

domenica 21 aprile 2024

Una fonte energetica sotto la propria abitazione ?

 

Se sotto la propria abitazione unifamiliare vi è una falda acquifera a modesta profondità si può senz'altro valutare l’utilizzo di una pompa di calore acqua/acqua per la climatizzazione domestica, intendendo per climatizzazione il riscaldamento invernale e il raffrescamento estivo. La normativa prevede per questa tipologia di impianto molte semplificazioni autorizzative.

Si tratta di un sistema definito aperto, per differenziarlo da quelli definiti “chiusi” come le sonda geotermiche.

Impianto aperto "tipo": da un pozzo si preleva acqua a temperatura costante, tutto l'anno. L'acqua dopo l'uso, viene reimmessa nel terreno o in falda.



Il risparmio energetico nel caso di raffrescamento estivo con ventilconvettori è eccezionale.

Saranno necessari alcuni passaggi fondamentali:

Per prima cosa il geologo deve valutare la quantità d’acqua disponibile e la direzione flusso di scorrimento. Di conseguenza si posizioneranno gli impianti.

Una volta che il termotecnico avrà stabilito che la pompa di calore ha sufficiente acqua per condizionare l'edificio, si dovrà progettare/costruire/mettere in funzione un pozzo per il prelievo dell’acqua di falda ed un sistema per la dispersione dell'acqua estratta, per la restituzione dell’acqua alla falda (quindi non si sta sprecando o inquinando l'acqua).

Il pozzo sarà dotato si una pompa idonea stabilita caso per caso, che porterà l'acqua ad uno scambiatore di calore e a una pompa di calore, l'acqua poi verrà reimmessa nel sottosuolo. Non rimarrà ora che registrare la quantità di prelievo dell’acqua tramite un contatore e mettere in funzione l’impianto. L'impianto più efficiente se orientato al raffrescamento estivo è quello a ventilconvettori, in quanto per raffreddare gli ambienti non è neppure necessaria la pompa di calore; per l'inverno è meno importante il tipo di impianto radiante che si sceglierà.




lunedì 22 marzo 2021

Campionamento terre con prove penetrometriche

 


Da oggi insieme al penetrometro DPSH e CPT ho a disposizione un nuovo strumento di campionamento ad infissione per battuta. 

Vengono così formati campioni continui intubati in fustelle trasparenti in PVC diametro 44 mm, lunghe 110 cm , fino a 5 m di profondità.

Il campionatore si porta alla profondità voluta e si campionano 110 cm di terreno nella configurazione di indagine minima. Logicamente l'utilizzo più efficace è ottenere un campionamento continuo, ma nulla nega nell'ottica di un risparmio, di campionare solo un metro di terreno ad esempio, i rimanenti metri da attraversare saranno calcolati ad un prezzo nettamente inferiore.

Il vantaggio è di eseguire una prova penetrometrica dinamica / statica e nello stesso giorno un campionamento ambientale o geotecnico  con lo stesso strumento e quindi con costi fissi aggiuntivi per viaggio ridotti a zero.

Ideale in zone dove a profondità di interesse si trovano orizzonti con pochissimi colpi DPSH delle prove penetrometriche e si vuole identificare la litologia e fare e magari analisi di laboratorio.

Ideale in tutte le situazioni stratigrafiche a Sud di Torino dove i terreni insidiosi abbondano.

sabato 25 gennaio 2020

Sorpresa! Torino città entra in zona sismica 3 !

Sebbene l'anno scorso se ne fosse parlato in incontri e seminari, non pare vero che sia stato approvato l'ampliamento della zona sismica 3 soprattutto verso il territorio di pianura. Ma è avvenuto.

Immagini tratte dal sito regione Piemonte dove senza tanta pompa si presenta l'importante provvedimento.

https://www.regione.piemonte.it/web/temi/protezione-civile-difesa-suolo-opere-pubbliche/prevenzione-rischio-sismico/classificazione-sismica

Tre capoluoghi di provincia, compresa la capitale regionale passano nella zona sismica 3 e non è poco; moltissimi centri secondari come: Fossano, Savigliano, Mondovi, Saluzzo, Ovada, Acqui Terme, Novi Ligure,ecc. pure.
E' un cambiamento epocale che nel tempo mostrerà nuove problematiche nella progettazione; dallo studio della liquefazione alla comparsa di nuovi scenari nella risposta sismica locale.

Anche la 3s si amplia molto, ma qui la differenza è soprattutto burocratica.

Qui il testo del provvedimento.
https://www.regione.piemonte.it/web/sites/default/files/media/documenti/2020-01/dgr_00887_1050_30122019_0.pdf

Le indagini geotecniche e sismiche di ausilio al progettista sono le stesse che ben conosco e svolgo di routine.


lunedì 18 febbraio 2019

NTC 2018 dopo un anno arriva la circolare esplicativa

Qui il link
link al sito della Gazzetta Ufficiale

È stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto del ministero delle Infrastrutture contenente la circolare esplicativa delle Norme tecniche per le costruzioni (Ntc) 2018.

La nuova circolare applicativa ha lo scopo di fornire ai progettisti, opportuni chiarimenti, indicazioni ed elementi informativi per una più agevole ed univoca applicazione delle Ntc 2018.

I diversi Capitoli ed i singoli paragrafi delle Norme Tecniche per le Costruzioni, e di questa Circolare, sono da ritenersi tra loro reciprocamente integrati, tanto ed in quanto le rispettive disposizioni non si pongano in contrasto oppure sia diversamente disposto in maniera espressa. Ovvero dove non in contrasto con le NTC, valgono le definizioni della circolare.

giovedì 20 dicembre 2018

Il Consiglio regionale del Piemonte sospende le autorizzazioni edilizie

Da http://www.torinoggi.it

Lo ha stabilito il Consiglio regionale del Piemonte, che nell'ambito dell'esame della legge Omnibus.
Emendamento presentato dal Pd, primo firmatario il vice capogruppo Elvio Rostagno, che vuole garantire i pagamenti ai professionisti per il lavoro svolto e di conseguenza disincentivare l’evasione fiscale.
“Il provvedimento – dichiara Rostagno – consentirà alla Pubblica amministrazione che al momento del rilascio di atti autorizzativi acquisirà dal professionista l’autocertificazione del pagamento da parte del committente".
"L’assenza di questo documento – sottolinea – comporterà la sospensione del procedimento. Si tratta di una pratica semplice, senza aggravio di tempo per il professionista, che consentirà però una forte tutela al lavoro svolto dai professionisti che troppo spesso subiscono gli effetti dei ritardi dei pagamenti o addirittura fino al contenzioso per vedere riconosciuto il giusto onorario".

"Ritengo – conclude – che attraverso una procedura semplice si possa garantire l’equo compenso e contrastare duramente l’evasione”. L'emendamento approvato è stato sottoscritto anche dal capogruppo dem. Domenico Ravetti, e dai consiglieri Daniele Valle e Andrea Appiano.


REGIONE PIEMONTE BU50S4 18/12/2018 Legge regionale 17 dicembre 2018, n. 19. Legge annuale di riordino dell’ordinamento regionale. Anno 2018.

Art. 140. (Inserimento dell’articolo 7 bis della l.r. 19/2011)
1. Dopo l’articolo 7 della legge regionale 10 ottobre 2011, n. 19 (Norme in materia di sostegno alle professioni intellettuali ordinistiche) è inserito il seguente:
“Art. 7 bis (Tutela delle professioni ordinistiche per attività espletate per conto di committenti privati e di contrasto all’evasione fiscale)
1. Al fine di tutelare le opere di ingegno che sono alla base delle pratiche presentate alla pubblica amministrazione per conto dei privati cittadini o delle imprese, nonché allo scopo di salvaguardare il lavoro svolto dai professionisti e contestualmente contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale, la presentazione dell’istanza autorizzativa o di istanza ad intervento diretto prevista dalle norme e dai regolamenti regionali, della Città metropolitana di Torino e comunali, deve essere corredata, oltre che di tutti gli elaborati previsti dalla normativa vigente, dalla lettera di affidamento dell’incarico sottoscritta dal committente, con allegata fotocopia di un documento di identità in conformità ai dettami del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 (Disposizioni
legislative in materia di documentazione amministrativa. ‘Testo A’).
2. La pubblica amministrazione, al momento del rilascio dell’atto autorizzativo o nella ricezione di istanze ad intervento diretto, acquisisce l’autodichiarazione del professionista o dei professionisti redattori e sottoscrittori degli elaborati progettuali, redatta nelle forme di cui al decreto del Presidente della Repubblica 445/2000 secondo il modello elaborato dalla Giunta regionale e contenuto in apposita deliberazione, attestante il pagamento delle correlate spettanze da parte del committente.
3. La mancata presentazione del modello di cui al comma 2 comporta la sospensione del procedimento amministrativo e costituisce motivo ostativo per il completamento dell’iter amministrativo fino all’integrazione della stessa. La documentazione sarà richiesta dagli uffici interessati dall’iter attivato.”.

Qui potete scaricare il testo approvato

sabato 9 giugno 2018

La colata di fango di Bussoleno


Qui vedete la carta di sintesi della pericolosità geologica comunale.  Si tratta di terreni idonei alla edificazione, senza nessuna pericolosità pregressa.
Tutte le immagini inserite sono ingrandibili cliccandoci sopra.

Qui il bacino a monte, abbastanza piccolo ma ripido, in una immagine prima degli incendi autunnali.

Qui degli interessanti video

QUINDI come ha detto il signore intervistato... abbiamo probabilmente a monte del Rio Forno circa 200 ha, di bosco bruciato. Nell'ultimo mese e mezzo è pressapoco la 4-6 volta che succede secondo gi intervistati, tempo di preavviso 20-30 min ovvero di arrivo sui bersagli. Rumore di treno merci in arrivo..... scappare.
La zona come dimostra anche la classe di pericolosià II attribuita, non aveva trascorsi storici importanti (ma li ha avuti la zona a sinistra in carta, ad esempio).
Ormai non resta che sperare smetta di piovere in modo intenso.
La mia solidarietà agli abitanti per quel che posso fare.

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Addenda I - da studi geologici di PRG, geologo Fontan

capitolo 6.4 - Comba delle Foglie (nome del rio in PRG)
Quota massima (m) 1790
Quota minima (m) 498
Area bacino (km2) 1.3
Indice di Melton 1.13
Pendenza media del versante (°) 32
Pendenza media dell’asta principale (°) 28.9
Percentuale di affioramento del basamento roccioso* (%) 16
Percentuale di area in frana* (%) 0.05
Percentuale di depositi glaciali indifferenziati** (%) 24
*: rispetto all’area del bacino; **: rispetto all’area dei depositi quaternari.

6.4.2 Geomorfologia del conoide di deiezione
Il conoide del rio Comba delle Foglie si estende da quota 498 m a quota 435 m, con una pendenza media di 8.8°. A monte e a valle dell’apice la pendenza dell’alveo risulta pari a 8°. Si tratta di un conoide poco evidente, mascherato dall’elevato grado di urbanizzazione ed antropizzazione. Il corso d’acqua, a carattere stagionale si presenta poco inciso, è visibile solo nella zona d'apice in posizione mediana rispetto al conoide, per una lunghezza di 150 m. (ovvero il corso d'acqua sul conoide o fondo valle NON ha un alveo, nota Trossero)

6.4.3 Effetti alluvionali
In caso di forti piogge, dato che il canale di scarico non ha recapito diretto nella Dora Ripariail tirante idrico viene smaltito dalla fitta rete di canali irrigui. Nel corso dell’evento 2000 non sono stati segnalati danni.

6.4.4 Opere idrauliche
Non sono presenti opere idrauliche.

6.4.5 Pericolosità e magnitudo
In questo paragrafo sono determinate alcuni metodi empirici che consentono di valutare la pericolosità dell’asta e del bacino di alimentazione rispetto a fenomeni di trasporto solido intenso, anche denominati colate detritiche o debris-flow. Il metodo empirico di Autlizky (1980), che consente di organizzare razionalmente osservazioni fatte sul conoide senza prendere in esame il bacino di alimentazione, valuta la pericolosità di questo conoide come alta. Il numero di Melton rapportato alla pendenza del conoide in gradi indicache il processo prevalente è di tipo debris-flow (Marchi et al., 1993). È stata inoltre calcolata,utilizzando vari metodi della letteratura, la magnitudo, cioè la volumetria di materia le detritico potenzialmente trasportata durante eventi di piena eccezionali. I valori della magnitudo calcolati sono riportati in Tabella 14.

Metodo Valore della magnitudo (m3)
Bottino et al. (1996) 22.860
Hampel (1977) 65.002
Marchi e Tecca (1996) 13.000
Rickenmann e Zimmerman (1997) 28.928
Takei (1984) 15.960
Van Dine (1996) 13.000
Tropeano e Turconi (2000) Non calcolato
Tabella 14 - magnitudo calcolata del rio Comba delle Foglie

Nel PAI questo conoide non è segnalato.
È stata individuata un’area a pericolosità elevata (classi IIIa e IIIb), che comprende la parte apicale del conoide, e un’area a pericolosità moderata (classe II) che comprende la restante parte.

Addenda II

questo rio non ha mai avuto un alveo a fondovalle lo si vede fin dalle carte IGM del 1880 ecco perchè non può smaltire una piena di fango e cenere.

Addenda III

Ieri ho scattato questa immagine trovandomi nei dintorni e nonostante la foschia si vedeva bene la zona di alimentazione potenziale della colata e la colata. Purtroppo l'immagine non ha una risoluzione alta.
La parte del bacino percorsa dal fuoco fino al suo spartiacque, immagine scattata il 10/06/2018

mercoledì 6 giugno 2018

Fondazioni collegate - pillole NTC 2018

Il piano di fondazione deve essere rigido e solidale col terreno di fondazionein tutte le direzioni.

NTC 2018  par. 7.5.2

... COLLEGAMENTI ORIZZONTALI TRA GLI ELEMENTI DI FONDAZIONE

Si deve tenere conto della presenza di spostamenti relativi del terreno sul piano di fondazione, calcolati come specificato nel § 3.2.4.2 e applicati alla fondazione, e dei possibili effetti da essi indotti nella struttura sovrastante.
Tali spostamenti relativi possono essere trascurati se le strutture di fondazione sono collegate tra loro da un reticolo di travi, o da una piastra dimensionata in modo adeguato, in grado di assorbire le forze assiali conseguenti. In assenza di valutazioni più accurate, si possono prudenzialmente assumere le seguenti azioni assiali:
± 0,2 Nsd amax /g per il profilo stratigrafico di tipo A
± 0,3 Nsd amax /g per il profilo stratigrafico di tipo B
± 0,4 Nsd amax /g per il profilo stratigrafico di tipo C
± 0,6 Nsd amax /g per il profilo stratigrafico di tipo D
dove Nsd è il valore medio delle forze verticali agenti sugli elementi collegati, e amax è l’accelerazione orizzontale massima attesa al sito (individuata a questo punto... con serie indagini in sito).

... L’accelerazione massima attesa al sito può essere valutata con la relazione: amax = agS in cui S è il coefficiente che comprende l’effetto dell’amplificazione stratigrafica (SS) e dell’amplificazione topografica (ST), di cui al § 3.2.3.2, e ag è l’accelerazione orizzontale massima per lo SLC su sito di riferimento rigido.
Ai fini dell’applicazione delle precedenti relazioni, il profilo stratigrafico di tipo E è assimilato a quello di tipo C se i terreni posti sul substrato di riferimento sono mediamente addensati (terreni a grana grossa) o mediamente consistenti (terreni a grana fina) e a quello di tipo D se i terreni posti su substrato di riferimento sono scarsamente addensati (terreni a grana grossa) o scarsamente consistenti (terreni a grana fine).

Sono in grado di fornire al momento di svolgere le indagini di routine: geologiche e geotecniche in sito per il nostro territorio (prove penetrometriche, pozzetti esplorativi e sondaggi) anche indagini sismiche MASW, ReMi, MAM, HVSR, ESAC ad un costo ininfluente sul budget della progettazione; ma attraverso le  quali raggiungere una ottimizzazione del progetto, ed un risparmio ragionato e notevole nella progettazione degli elementi strutturali.

venerdì 25 maggio 2018

NTC 2018 e modeste dimensioni

6.2.2. INDAGINI, CARATTERIZZAZIONE E MODELLAZIONE GEOTECNICA

Qui si parla di indagini,  indagini geotecniche, ovvero metodi di indagine che forniscano informazioni QUANTITATIVE e non qualitative,  ovvero numeri e non parole...

I valori dei parametri geotecnici e sismici debbono essere pertinenti il sito. NO a dati generici.
Le indagini vanno eseguite sempre tranne che ... "Nel caso di costruzioni o di interventi di modesta rilevanza, che ricadano in zone ben conosciute dal punto di vista geotecnico, la progettazione può essere basata su preesistenti indagini e prove documentate... "

Un amico mi ha appena inviato quanto precisa il servizio sismico, sede di Pinerolo, che storicamente ha sempre effettuato i controlli sulle relazioni e progetti


Lo stesso articolo ci ricorda: "ferma restando la piena responsabilità del progettista su ipotesi e scelte progettuali".
Quindi se si assegnano valori errati o inadeguati si è responsabili sia dei danni che di evntuale maggior spesa in materiali, qualora i parametri fossero molto cautelativi.

A mio parere, i punti di indagine, fatto salvo lo studio generale del sito, che deve dimostrare una inoppugnabile omogeneità del terreno,  le indagini debbono riferirsi a prove adiacenti, ovvero non distanti più di una cinquantina di metri, altrimenti scadiamo nella bibliografia....   E' vero che in certi contesti il terreno per migliaia di metri non cambia, ma come esserne sicuri senza indagini in sito?  Esistono moltissimi luoghi dove i terreni cambiano carattestiche in 20 metri.

Quando ci si può avvalere di questa possibilità?
A mio parere ci si deve basare, con giudizio, sulla DGR n. 65-7656 del 21 Maggio 2014, che appunto contiene la modulistica di riferiemento per il Piemonte, in materia sismico strutturale.

Allegato 2 - Definizione di opere ed interventi di limitata importanza strutturale .

1 Nuove costruzioni


  • a. Tettoie aventi altezza > 3 m e superficie coperta < 20 mq.
  • b. Pensiline, con aggetto > 1.50 m, aventi superficie coperta < 5 mq;
  • c. Pergolati di altezza < 3 m;
  • d. Serre, con copertura e chiusure in teli di plastica, policarbonato o altri materiali leggeri, adibite esclusivamente a coltivazioni;
  • e. Opere di sostegno, di altezza < 3 m, che non interessano direttamente la viabilità o spazi pubblici aventi valenza strategica o rilevante;
  • f. Opere idrauliche minori, quali briglie, pennelli, opere di difesa spondale, di altezza <3 m.
  • g. Piscine, vasche di raccolta e vani tecnici interrati ad uso privato fino ad una superficie di mq 25;
  • h. Piccoli attraversamenti, tombinamenti su fossi, fognature, condotte interrate, realizzati con manufatti scatolari;
  • i. Edicole funerarie e strutture destinate a loculi interrati, e fuori terra;
  • j. Locali per impianti tecnologici ad un solo piano con superficie < 20 mq e altezza < 3.50 m.
  • k. Cabine prefabbricate al servizio di attività produttive e/o di servizio, con altezza < 3.50 m, singole o aggregate;
  • l. Recinzioni del terreno con elementi murari o in c.a. o in legno o in acciaio, di altezza < 3.50 m, comprese le relative coperture di ingresso di superficie < 6 mq.
  • m. Vasche fuori terra di altezza < 2.50 m e volume < 50 mc.
  • n. Strutture per dispositivi di telecomunicazione, illuminazione, segnaletica stradale (quali pali, tralicci e torri faro), aventi altezza massima < 20 m.
  • o. Portali, strutture di sostegno per pannelli pubblicitari, segnaletica stradale, insegne e simili, di altezza < 10 m ed una superficie < 20 mq;
  • p. Pannelli fonoassorbenti e relative strutture di sostegno con altezza < 5 m.
  • q. Pannelli solari e fotovoltaici su strutture di sostegno (quali pali, portali) di altezza < 3 m dal livello del terreno.


2 Interventi su costruzioni esistenti


  • a. Realizzazione di vano nei solai o nella copertura senza modifica della falda, senza interessare le strutture principali e senza alterazione del comportamento strutturale, per una superficie < 4.50 mq;
  • b. Realizzazione di controsoffitti aventi peso proprio < 0,25 kN/mq ancorati alle strutture principali della costruzione;
  • c. Rifacimento parziale di elementi dell’orditura di coperture ad orditura lignea o in profili metallici, comprensivo del tavolato e del manto della copertura, con materiali della stessa tipologia, senza incrementi di carico significativi.
  • d. Trasformazione di finestra in porta-finestra, e viceversa, che non ne aumenti la larghezza, e che, in ogni caso, non alteri il comportamento della fascia di piano;
  • e. Creazione di singola apertura su parete muraria portante, di superficie netta del foro < 3 mq, purché debitamente cerchiata e distante almeno 1 m dagli incroci e dagli angoli murari.
  • f. Scala di arredo in legno o metallica, all’interno di una singola unità immobiliare, ancorata alle strutture principali, senza demolizioni di elementi strutturali principali della costruzione;
  • g. Realizzazione di rampe pedonali con dislivello < 2.50 m;
  • h. Realizzazione di rampe, solette, pavimentazioni appoggiate a terra;
  • i. Antenne e impianti (pannelli solari, fotovoltaici, etc.), gravanti sulla costruzione, il cui peso non ecceda il 10% dei pesi propri e permanenti delle strutture direttamente interessate dall’intervento (campo di solaio o copertura, delimitato dalle strutture principali, direttamente caricato), e purché ciò non renda necessaria la realizzazione di opere di rinforzo strutturale;
  • j. Installazione di montacarichi, ascensori e piattaforme elevatrici, interni all’edificio, che non necessitano di aperture nei solai, le cui strutture non modificano significativamente la distribuzione delle azioni orizzontali.


Attenzione tutto ciò non preclude la possibilità che siano obbligatorie particolari indagini geologiche , in quanto richieste dal Piano Regolatore Comunale.

Quali sono le indagini minime da svolgere: Prove penetrometriche dinamiche super pesanti tipo DPSH in Torino città (a volte sono possibili) e a Nord della città. Prove penetrometriche statiche CPT, sono possibili e raccomandabili nella pianura a Sud del torrente Sangone e di Torino, da Nichelino fino ai confini con le provincie di Cuneo ed Asti e nel Chierese. Le indagini geofisiche come MASW, ReMi, MAM e HVSR sono sempre possibili ed utilissime.

lunedì 23 aprile 2018

Che belli i fontanili del Pinerolese

Ieri ne ho visitato uno atterezzato ad area picnic localizzato a Vigone, lungo la ex ferrovia Airasca Saluzzo, ora bella pista ciclabile, link, molto frequentata da combriccole e famiglie.

Fontanile Ulè

Agli amanti dei fenomeni geologici lo consiglio, anche per il contesto in cui si trova.

Qui alcuni spunti per capirne, l'origine.
All'inizio abbiamo la risorgiva, ovvero l'emersione dell'acqua di falda in una pianura acclive; una linea di sorgenti naturali pressochè alla stessa quota della pianura. L'uomo le scopre e impara che scavando un poco ne può creare di nuove sfruttandole per irrigare il territorio con acqua ad una temperatura ottimale per l'agricoltra.

L'acqua proviene dai monti retrostanti (zona di ricarica delle falde acquifere) e come si comprende dal disegno soprastante emerge e si avvicina alla superficie a causa della quota sul livello del mare che diminuisce spostandoci nella pianura verso le aree a quote più basse.

Ed ecco come i nostri antenati hanno costruito i FONTANILI, che sono risorgive artificiali.


Per chi ne vuole sapere di più:
wikipedia.org
piemonteparchi.it
pubblicazione scientifica in pdf
monografia sui fontanili
fontanili di Vigone


mercoledì 31 gennaio 2018

lunedì 27 novembre 2017

Ceres materiale geologico del piano regolatore

Con D.G.R.  40961-961  il Piano regolatore di Ceres (TO) è stato approvato con la compatibilità al PAI vigente, e la Microzonzione Sismica di primo livello completa.

Al solo scopo di agevolare il lavoro ai colleghi, pubblicherò qui, i link per utilizzare copie "non ufficiali" dei documenti.

Qui il primo link:  CERES materiali del PRG

sabato 20 maggio 2017

Terre da scavo NEWS

In dirittura di arrivo un nuovo decreto, speriamo non sia penalizzante rispetto alla situazione attuale che si era ben delineata e che era soddisfacente per i piccoli cantieri.

http://www.casaeclima.com/mb/ar_31362_terre-rocce-scavo-ok-definitivo-nuovo-regolamento-per-gestione-semplificata-.html

sabato 6 maggio 2017

Carg

Purtroppo le carte geologiche alla scala 1/50.000 sono ferme causa burocrazia.
L'ideale per risparmiare sarebbe realizzarle solo in digitale!
http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/06/dissesto-e-rischio-sismico-la-mappatura-geologica-iniziata-trentanni-fa-ferma-al-40-e-senza-fondi-dal-2004/3560657/

mercoledì 26 aprile 2017

"Quaternario su Terziario"



La Collina di Torino e i suoi dissesti stanno qui. In questa immagine si osserva un tipico contatto anomalo, mancano milioni di anni all'appello tra questi depositi. Le permeabilità dei terreni sono diverse, le superfici inclinate... I dissesti sono in agguato.

Basta la gestione disattenta di un intervento edilizio ed il danno si concretizza.

Il lavoro del geologo sta tutto qui. Segnalare dove si trovano le cause predisponenti suggerendo come neutralizzarle. Per far questo non basta riempir fogli, sono necessarie indagini in sito. Diffidare dal falso risparmio di chi propone rinunciare​ alle indagini, anzi questo è un metodo per buttare i soldi.

Se non si scavano pozzetti esplorativi, o si fanno prove in sito come le penetrometriche, o sondaggi con prove SPT in foro, questi problemi non si evidenziano.

domenica 16 aprile 2017

mercoledì 15 giugno 2016

Scroscio di piogga torrenziale nella collina di Moncalieri

Ieri, 14 giugno 2016, ho potuto constatare di persona la fase terminale di un flash flood sul territorio di Moncalieri. La quantità di pioggia non è stata rilevata da ALCUN pluviometro della collina. Probablmente qualche pluviometro amatoriale avrà registrato qualcosa...  Unico modo di verificare la quantià di pioggia scesa, misure in contenitori occasionali. A occhio tra le 19,30 e le 20, ma forse in tempo ancora più breve, sono scesi decine di millimetri d'cqua, ovvero decine di litri il metro quadro.
I pluviogravi ufficiali situati in città SMI (Collegio Carlo Alberto) non segnalano che pochi (6,5 mm) di pioggia, eppure le strade della collina si sono trasformate intorno alle 20 in fiumi di limosi trascinando ogni oggetto fluitabile a valle. Più attendibile il dato della stazione Arpa Piemonte situata nel parco della Vallere, in sinistra Po, distante però dalla collina ma allineato alla zona dell'evento più intenso, che fornisce un dato di ben 45 litri d'acqua per metro quadrato, che suppongo interpolando i dati, sia caduta in circa un'ora o meno.
Gli orari indicati sono UTC quindi bisogna aggiungere 2 ore, ogni trattino in ordinate sono 3 ore

Le portate dei rii collinari si sono ingrossate come mai nell'anno, ma proprio per la condizione di grande impermeabilizzazione della superficie collinare e la ridotta sezione di molti rii collinari che sono intubati fino a valle, le strade hanno trasportato con grande velocità, le acque in eccesso a monte (con velocità ancora maggiore rispetto ai corsi d'acqua).  In molte zone di pianura ai piedi della collina i chiusini stradali sono esplosi per la grande pressione d'acqua in arrivo, allagando con alcuni decimetri d'acqua le strade principali (corso Torino, corso Moncalieri, strada Genova) e i piani terreni ed interrati degli edifici a valle. Su strada Revigliasco il ponticello dell'omonimo rio è stato sormontato co diversione delle acque verso le case poste a valle.

Il fenomeno ha riguardato  la collina di Moncalieri tra il confine con Torino ovvero la Zona del Fioccardo fino a Testona e Revigliasco.

Allego, l'unico articolo con immagini a tutt'oggi presente in rete.
articolo su La Stampa

Se qualche lettore ha informazioni più precise sull'inzio dell'evento, sui mm di pioggia caduti o su danni, li aggiunga, grazie.

venerdì 27 maggio 2016

H/V Amplificazione sismica TREMENDA

Non mi è mai capitato di acquisire in Piemonte una curva HVSR così amplificata. H/V>8

HVSR
La scala verticale di norma si ferma ad 8, qui è stato necessario prolungarla a 16! Clicca per ingrandire


Piemonte
Questa è la curva H/V con i suoi parametri di controllo rapido
La misura è stata acquisita in zona sismica 4, nel Nord del Monferrato, in un sito pedecollinare che mai avrebbe preconizzato un simile evento. Per intenderci e fornire un paragone, solo per il sito di Castelnuovo AQ nel 2009 si sono evidenziate amplificazioni stratigrafiche del segnale sismico paragonabili (Aquila città e Onna forniscono spettri H/V sempre più bassi), anche nei siti dove si è risentito del sisma 2012 dell' Emilia, i rapporti di amplificazione H/V sono nettamente più bassi. Le conseguenze di un onda sismica importante che raggiunga questa zona sarebbero serie.

In questo sito del Piemonte i sismi contenenti frequenze intorno ai 3 - 4 Hz che raggiungono la superficie sono enormemente amplificati, almeno di 8 volte (secondo le conclusioni del progetto europeo SESAME). Solo queste frequenze però sono amplificate, non le altre, almeno non in modo così netto.

Un edificio che abbia questa frequenza del suo modo di oscillare fondamentale, se la vedrebbe assai male, entrerebbe sicuramente in risonanza con effetti seri.  Indicativamente il bersaglio ideale a seconda della normativa o delle raccomandazioni considerate è un edificio alto tra i 9 ed i 24m. 
Per conoscere veramente la frequenza di oscillazione di un edificio esistente bisognerebbe eseguire delle misure HVSR anche su di esso, operazione semplice e fattibile a costi ridotti.
Se ritieni interessanti queste note, lascia un piccolo commento.
Le misure sono state eseguite con queso apparecchio digitale del peso di 1 kg che sta in una mano, con un tempo di acquisizione di 16 minuti. Questo strumento è diventato un punto di riferimento mondiale nello studio della risposta sismica locale. I risultati sono chiari.
Eseguo queste misure, di routine, assegnando alle indagini penetrometriche in sito  un alto valore aggiunto.

domenica 14 febbraio 2016

Anche in Nuova Zelanda gli edifici storici...

Come in Italia, sono difficili da consolidare.
Terremoti superficiali, su materiali poco addensati, provocano una forte amplificazione delle frequenze tipiche degli edifici.