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La tua casa ha problemi di: stabilità, infiltrazioni, allagamenti, lesioni o altri dissesti naturali? 
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Per legge chi costruisce deve provvedere a proteggere l'edificio dagli agenti esterni quali le acque di falda, piene torrentizie e fenomeni meteo, inoltre deve attenersi a norme antisismiche precise . La relazione geologica a corredo dei progetti (se ben fatta) tratta queste problematiche e da circa 40 anni vincola il progettista a tenerne conto.       
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domenica 26 aprile 2015

Enoteca geologica

La più interessante vetrina di enoteca da me mai vista in Italia. Complimenti a: Il sogno nel cassetto, Chieri a pochi minuti da Torino, dall'altra parte della Collina, quindi in un contesto di finestra anche sul Monferrato ed in una terra da vino per antonomasia. Da visitare a suo tempo e farci una chiaccherata.

Certamente uno dei più determinanti aspetti per la crescita della vite, è rappresentato dalla geologia del terreno e del suolo. La natura geologica del terreno e la sua storia hanno infatti contribuito a determinare l’attuale condizione del suolo, determinando o meno la presenza di acqua al suo interno e la disponibilità di elementi nutritivi per la vite. Il suolo rispecchia per natura e composizione le proprietà della roccia e dei sedimenti su cui si è formato, con un forte condizionamento dettato dalle caratteristiche della cosiddetta roccia madre da cui traggono origine rocce e litologie che se alluvionali o glaciali arrivano da tutt'altra zona rispetto al sito attuale. La struttura e forma dei suoli derivano dai processi sedimentari e dai fenomeni di alterazione chimico-fisica e pedogenesi che hanno agito i tempi brevissimi, i suoli vulcanici o lunghissimi, le centinaia di migliaia di anni di un suolo ferrettizzato tra i più comuni, senza andarsi a cercare casi particolari extra Italia. L'evoluzione geologica del territorio ha infine influenzato in maniera determinante la morfologia del paesaggio e il processo di che ha portato i coltivatori a configurare l’attuale esposizione dei vigneti migliori.

Anche in questo caso, come ad esempio nella geologia sismica dove una edificio risente danni e l'altro no, la geologia locale è un fattore così vario anche in zone ristrette, da influenzare in maniera decisa vigne limitrofe generando parte di quelli che i francesi chiamano "cru". Si producono dalle stesse uve vini che hanno quel quid in più nella struttura, negli aromi, nella mousse o nel colore.

  La natura del terreno sul quale è impiantato il vitigno, assume un’importanza fondamentale: il suolo, è in grado di influenzare notevolmente la qualità del vino. Per cui non è eccessivo per il riconoscimento di una certificazione D.O.C., che vi si presenti una relazione geologica. Come non lo è che nell'impianto di una nuovo vigneto non vi sia nella relazione geologica che giustifica il cambiamento dell'uso del suolo e le sue conseguenze che vengano altresì evidenziate le conseguenze della geologia sul vino.

Una prova penetrometrica eseguita ed interpretata lungo i filari evidenzierà dall’alto verso il basso, la seguente stratigrafia (che potrà essere sviluppata da un pozzetto esplorativo):
a) suolo
b) interfaccia alterata
c) roccia madre
d) substrato profondo
Un ruolo primario viene sicuramente svolto dalla “roccia madre”, in quanto è questa che fornisce il materiale primario per la formazione del suolo che può essere sottile e delicato o potente ma anche il substrato profondo se diverso dalla roccia madre ci mette del suo.

Il geologo può mappare queste differenze e permettere ai tecnici del settore di valorizzare i vigneti. A volte scrive guide in cui si abbina la geologia al vino e secondo me la migliore, quella che mi ha fatto conoscere le possibilità di connubio concrete tra geologia e vino è senz'altro TERROIRS ET VINS DE FRANCE. Itinéraires oenologiques et géologiques, testo coordinato dal professor Charles Pomerol, 1984. Che in Francia fece conoscere la geologia del vino al grande pubblico, dove a tutt'oggi studi minuziosissimi delineano la geologia del vino anche agli addetti ai lavori tramite il servizio geologico francese (BRGM). In Italia abbiamo la piccola collana Geologia dei vini italiani, M. B. Cita, ed altri, 2002 ottimi referenti ma forse per i mezzi messi loro a disposizione tra i due libri citati c'è un abisso a mio parere per cui spazi di miglioramento esistono a livello locale.

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